frati o preti?

la nostra vocazione

Ciascuno di noi è chiamato da Dio con una personale vocazione. Inoltre, non siamo stati chiamati tutti a vivere nello stesso modo la vocazione salesiana.
Alcuni sono stati chiamati a essere “Salesiani Chierici”, altri a essere “Salesiani Laici” (o Salesiani Coadiutori).

  • I Salesiani Chierici sono coloro che si dedicano al servizio dei giovani attraverso il loro ministero sacerdotale o come Diaconi Permanenti, o come Preti (il termine chierico indica chi si sta preparando all’ordinazione come diacono o presbitero).
  • Il Salesiano Laico è colui che si dedica, con la stessa vocazione, a servire i giovani rimanendo nello stato di laico come fratello tra i fratelli.

“Ciascuno di noi è responsabile della missione comune, e vi partecipa con la ricchezza dei suoi doni e delle caratteristiche laicale e sacerdotale dell’unica vocazione salesiana.
Il salesiano coadiutore porta in tutti i campi educativi e pastorali il valore proprio della sua laicità, che lo rende in modo specifico testimone del Regno di Dio nel mondo, vicino ai giovani e alle realtà del lavoro.
Il salesiano presbitero o diacono apporta al comune lavoro di promozione e di educazione alla fede la specificità del suo ministero, che lo rende segno di Cristo pastore, particolarmente con la predicazione del Vangelo e l’azione sacramentale.
La presenza significativa e complementare di salesiani chierici e laici nella comunità, costituisce un elemento essenziale della sua fisionomia e completezza apostolica”. (Cost. 45).

 

Il salesiano presbitero o diacono

Le specificità salesiane sacerdotali sono:

  • la messa in evidenza della figura di Cristo pastore, di cui il salesiano, come Don Bosco, è testimone per i giovani bisognosi, specialmente nella predicazione del Vangelo e nell'amministrazione dei sacramenti;
  • l'approfondimento del senso ecclesiale di unità e comunione con la Chiesa, in particolare con il Papa e i Vescovi; la docilità nell'accoglierne il magistero, aiutando anche i giovani e i fedeli ad accettarne gli insegnamenti;
  • l'esperienza vitale del ministero sacerdotale all'interno e dall'interno della comunità locale e ispettoriale in reciproca complementarità con il salesiano laico;
  • la promozione della capacità di discernere negli eventi e nelle persone la volontà di Dio per prepararsi alla animazione e direzione spirituale, specialmente dei giovani;
  • lo sviluppo di una particolare sensibilità propria dello spirito salesiano per la dimensione catechistica, vocazionale e mariana nell'esercizio del suo ministero sacerdotale;
  • la crescita nella coscienza che il sacerdozio è una dimensione specifica della sua vocazione salesiana, presente in tutte le sue attività, essendo egli, come Don Bosco, prete o diacono sempre e dovunque.

Oggi, la Congregazione Salesiana, conta 11069 sacerdoti e 17 diaconi che lavorano fianco a fianco con i Salesiani Laici in comunità, al servizio dei giovani di tutto il mondo.

Il coadiutore salesiano

Le specificità del salesiano coadiutore sono:

  • La risposta alla vocazione di battezzato chiamato da Dio a darsi totalmente a Lui in Cristo, per servirlo come ‘religioso laico’ nella Congregazione salesiana.
  • La realizzazione della missione specifica di promuovere l’educazione integrale cristiana dei giovani, specialmente i più poveri, con lo spirito di Don Bosco, in comunione con il Salesiano sacerdote all’interno di una comunità religiosa.
  • Il vivere con le caratteristiche proprie della vita religiosa la sua vocazione di laico che cerca il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio;
  • La realizzazione della missione di evangelizzazione e santificazione non sacramentale con l’intensità che deriva dalla sua specifica consacrazione e per mandato della Chiesa.

Oggi, la Congregazione Salesiana, conta 2.317 Coadiutori Salesiani che lavorano fianco a fianco con i sacerdoti in comunità, al servizio dei giovani di tutto il mondo. Operano come educatori che animano e gestiscono opere e attività varie della missione salesiana, come scuole, ostelli, istituti tecnici, centri di promozione agricola, centri editoriali nell’ambito della stampa, della radio, della televisione, centri di sviluppo sociale, legislativo e economico.


Possono i laici essere salesiani? Può un salesiano essere laico?

Don Bosco previde un grande esercito di laici al servizio del regno di Dio. Nel 1883 parlò espressamente di quest’idea innovatrice a 22 novizi che si preparavano a essere salesiani coadiutori:
“Vi parlerò di due punti. Il primo, per spiegarvi l’idea che ho sul Coadiutore Salesiano. Non ho mai avuto il tempo e l’occasione di spiegarlo bene. Siete qui riuniti per imparare l’arte e la pratica della religione e della santità. Perché? Perché ho bisogno di collaboratori. Ci sono cose che né i sacerdoti né i chierici possono fare; ma le farete voialtri.
Ho bisogno di poter disporre di qualcuno di voi e collocarlo in una tipografia e dirgli: Occupati delle cose e guarda che tutto vada bene. E a un altro mandarlo in una casa e dirgli: Curati dei laboratori o dei suoi lavoranti e guarda che si svolga il lavoro come si deve. Ho bisogno di qualcuno a cui poter affidare responsabilità di maggior responsabilità, come la gestione dei soldi, la casistica legale o la rappresentanza della casa davanti la gente di fuori... Gente, veramente, a cui si possa dare fiducia nel lavoro normale della cucina e della portineria: che provvedano alla casa del necessario e che non manchi niente… ecc.
Ho bisogno di gente a cui affidare cose come queste, e voi dovete essere queste persone. In una parola, voi non potete essere solo gente che lavora, ma che sa dirigere. Dovete essere incaricati e supervisori di altri lavoratori, non solo impiegati. Tutto questo, dunque, secondo alcune norme e dentro limiti precisi: ma tutti dovete inserirvi nel processo direttivo come se foste i responsabili dei lavoratori. Questa è l’idea del salesiano coadiutore. E sento la bruciante necessità di avere molti che vengano e ci aiutino in questo senso.

E adesso voglio parlarvi del secondo punto che è più urgente. Precisamente perché dovete aiutarmi a portare avanti con iniziative pregnanti il vostro lavoro che sarà anche molto delicato. Dovete acquisire molte virtù. Se avete da supervisionare altri, voialtri dovete, anzitutto, saper dare il buon esempio. La presenza di uno qualsiasi di voi deve essere garanzia di ordine e di moralità e del fatto che facciamo il bene. Perché se il sale perde il suo sapore…

E adesso lasciatemi concludere: Nolite timere, pusillus grex. Non abbiate paura: Aumenterete di numero ma soprattutto aumentate in bontà e in energia. Allora vi vedrete come leoni invincibili capaci di fare un bene immenso”.

 
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